Sito Personale del Prof. Giuseppe Minervini
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Italiano

L'ortografia: le regole per non sbagliare

 

I gruppi sce/scie

 

Si scrive sempre sce: scelta, scena, scendere

Tranne nelle parole scienza e coscienza e nei loro derivati: scientifico, scienziato, coscienzioso, coscientemente

 

I gruppi ce/cie e ge/gie

 

Le  forme corrette sono in ce e ge: dolce, luce, gelo

 

Si scrive cie e gie:

-       i nomi in cìa e gìa (i accentanta) al plurale: farmacìe, bugìe, allergìe;

-       i nomi in cia e gia al plurale se preceduti da vocale: camicie, socie, valigie, ciliegie…;

-       i nomi cielo e cieco;

-       i nomi di origine latina: superficie, efficienza, specie, sufficienza…;

-       i nomi in iere e iera: artificiere, pasticciere, crociera, raggiera

 

I gruppi mb/mp

 

Davanti alle labiali p e b si usa sempre la m e mai la n: bambola, campo, gamba, comportarsi…

Fanno eccezione alcuni composti di bene: benpensante, benparlante.

 

I gruppi ni /gn

 

Si usa gn: degno, bagno, gnomo, indegno

Tranne in alcune parole di origine latina: niente, scrutinio, colonia, genio

 

I gruppi gn / gni

 

Dopo il suono gn la i non si mette mai: ingegnere, ognuno, campagna

Tranne i rari casi in cui la i è accentata (compagnìa) e nella desinenza della 1 persona plurale dell’ind. Presente e nelle 1 e 2 persona plurale del congiuntivo presente dei verbi in –gnare (disegniamo, che voi bagniate)

 

Le lettere c e q nei gruppi cqu /qqu

 

Il raddopiamento del suono qu si scrive sempre cqu: acqua e tutti i suoi derivati, acquisto, nacque, tacque.

Fa eccezione soqquadro che raddoppia in qqu.

 

La lettera h

 

La lettera h è detta muta, perché non ha alcun suono e non si pronuncia. Viene usata come segno grafico

-       Per indicare che le consonanti c e g hanno suono duro anche se seguente dalle vocali e ed i: chilo, margherita, ghiotto …

-       Per distinguere le voci del verbo avere ( ho, hai, ha, hanno) da parole che si pronunciano alla stesso modo (o, ai, a, anno)

-       Nelle interiezioni esclamative per suggerire l’idea del prolungamento del suono: ah, oh, uh, deh, ohimè

 

La lettera h (etimologica) compare, inoltre, come lettera iniziale di varie parole latine (habitat, homo, humus) e straniere (hotel, hamburger, hobby…)

 

Le consonanti doppie

 

·        La b non si scrive mai doppia davanti al suffisso –ile: mobile, visibile

·        La g non si scrive mai doppia davanti a –ione: ragione

·        La z non si scrive mai doppia

-       Nei nomi che terminano in –ione: eccezione, lezione…

-       Nei nomi che termina in zia, -zie, -zio: malizia, polizia, giudizio. Fanno eccezione pazzia, pazzo, razzia

La z si scrive sempre doppia nelle parole composte con i suffissi –ozzo, -uzzo, - izzare e nei loro derivati: predicozzo, peluzzo, organizzare, organizzatore.

 

Nelle parole composte l’iniziale della seconda parola raddoppia:

-       quando la prima parola ha l’accento sull’ultima sillaba: così + detto= cosiddetto, di+mi=dimmi;

-       quando la prima parola è costituita di sopra, sovra, da, fra, e,o ,né, se: soprattutto, sovrannaturale, dabbene, frammisti, eppure, ovvero, nemmeno, semmai;

-       quando la prima parola è la preposizione a/ad o il prefisso ra-; addizionare, attendere, raddrizzare, raccogliere…

 

L’accento

 

L’accento è obbligatorio:

-       su tutte le parole tronche: onestà, caffè, perché…

-       sui monosillabi che terminano con due vocali: più, può, già, giù. Fanno eccezione qui e qua che si scrivono senza accento;

-       sui seguenti monosillabi per distinguerli da altri di forma uguale ma di significato diverso:

ché (congiunzione=perché)

che (pronome e congiunzione)

(dal verbo sare)

da (preposizione)

(nome=giorno)

di (preposizione)

è (dal verbo essere)

e (congiunzione)

(avverbio)

la (articolo, pronome e nota musicale)

(avverbio)

li (pronome)

(congiunzione)

ne (pronome e avverbio)

(pronome)

se (congiunzione)

(avverbio)

si (pronome e nota musicale)

(nome=bevanda)

te (pronome)

 

-       Sui composti di tre, re, blu, su: ventitré, vicerè, rossoblù, quassù, lassù

 

L’accento non si segna mai sui monosillabi che terminano con una sola vocale (tranne quelli della tabella precedente): io sto e io so (e non io stò e io sò), me e te, re, blu, su, tra e fra.

 

 

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